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Vitigno da vino a bacca bianca coltivato in Puglia

Sauvignon b.

Vitigno di importante diffusione nazionale ed internazionale, il Sauvignon b. è diffuso anche in Puglia, ove è idoneo alla coltivazione in tutta la regione.   

Origini e cenni storici

Il vitigno di uva da vino a bacca bianca Sauvignon b., è originario della Francia. Il suo nome deriverebbe da “pianta selvatica”. È  coltivato specialmente nel Bordolese (Gironda), nella zona del Sauterne, famosa per i suoi vini bianchi secchi e dolci, fra i quali appunto il Sauternes, insieme ad altri vitigni quali il Sémillon ed il Muscadelle. 

Dalla zona del Sauterne è stato probabilmente  introdotto in Italia e poi in Puglia 


Sinonimi

Blanc fumè, Bordò bianco, Fiè, Fumè, Pellegrina, Piccabon, Souternes, Spergolina, Surin. 


Apice del germoglio: espanso, lanuginoso, verde biancastro con leggere sfumature rosate ai bordi, colore verde degli internodi. 

Foglia: media, tondeggiante, trilobata o pentalobata, con profilo contorto; seno peziolare ad U poco aperta. 

Grappolo: medio-piccolo, alato, compatto, cilindrico. 

Acino: piccolo, sferoidale, con buccia verde dorata, punteggiata, spessa; polpa leggermente consistente, dolce ed aromatica. 

Epoca di germogliamento: precoce-media. 

Epoca di fioritura: medio-precoce. 

Epoca di invaiatura: medio-precoce. 

Epoca di maturazione: precoce-media. 

 

Vigoria: buona. 

Peso medio del grappolo: 180 g (min 140 g – max 240 g). 

Peso medio acino: 1,2 g (min 0,8 g – max 1,6 g). 

Numero semi per acino: 1-3. 

Peso  medio rachide: 9 g. 

Fertilità delle gemme: 1-2. 

Fertilità potenziale: 1,4. 

Fertilità reale: 1. 

Presenta produzione media e costante; predilige terreni permeabili, asciutti e ricchi di scheletro. La potatura più idonea è quella media. 

È sensibile alle malattie crittogamiche. Mal sopporta le gelate primaverili e la siccità; mostra una buona tolleranza al vento

Grado alcolico: 11 -15 vol. %.             

pH: 3,2 – 3,7.                

Acidità totale: 4 – 9 g/l. 

L’uva del vitigno Sauvignon b. è utilizzata per la trasformazione enologica; quasi mai è vinificata in purezza.  Il vino si presenta di colore giallo dorato, provvisto di intenso profumo, morbido e vellutato, con leggero aroma caratteristico, il quale deriva dalla sintesi di pirazine e metossipirazine, responsabili dell’aroma tipico di sambuco e foglia di pomodoro. Può sopportare anche un leggero invecchiamento.   

In Puglia, oltre 30 anni fa, l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura e l’Istituto Sperimentale per l’Enologia (oggi entrambi CREA-VE), realizzarono una sperimentazione nella quale, vinificando uve sovramature prodotte in un vigneto allevato a controspalliera dell’agro di Cerignola (FG), con l’uvaggio 50% di Semillon e 50% di Sauvignon, si ottenne un vino dolce naturale di alto grado avente eccezionale caratteristiche qualitative. Si ritiene meritevole di essere estesa alla pratica produttiva degli operatori tale tipologia di vino, con l’uvaggio sperimentato o modificandolo per un ulteriore miglioramento.  

Il Sauvignon b. è presente in Puglia, iscritto fra le varietà idonee alla coltivazione in tutta la regione. Spesso viene utilizzato per la produzione di vino VQPRD: Lizzano, Salice Salentino, Castel del Monte.  

Antonacci Donato
antonacci.dona@gmail.com

La scheda del vitigno Sauvignon b., rivista e aggiornata, è estratta da: Antonacci Donato (2006). Viti di Puglia, Adda editore. Il suo uso viene concesso dall’autore citando la fonte.