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Vitigno da vino a bacca nera coltivato in Puglia

Sangiovese n.

Il vitigno Sangiovese n. ha importante diffusione nel centro-sud Italia; è molto presente anche in Puglia, idoneo alla coltivazione in tutta la regione.   

Origini e cenni storici

Per il vitigno di uva da vino a bacca nera Sangiovese n., l’origine del nome non è certa e diverse sono le interpretazioni.  Secondo Molon (1906) ed altri ampelografi, il vitigno sarebbe originario della Toscana e più precisamente della zona del Chianti, ove oggi rappresenta il vitigno fondamentale del VQPRD. Il primo a parlarne è stato Soderini (1590) nel trattato “La coltivazione delle viti” dove indica nel Sangiogheto, un vitigno rimarchevole per la sua produttività regolare.  Nell’800 inizia la sua espansione in tutta l’Italia centrale e successivamente nell’Italia meridionale, diffondendosi molto anche in Puglia 

Nell’ultimo decennio, studi del DNA di diversi vitigni coltivati in Sud-Italia,, condotti dal CRA-UTV di Turi (ora CREA-VE), hanno consentito di individuare come genitori “putativi” del Sangiovese, i vitigni Ciliegiolo e Negrodolce, antiche varietà coltivate nella Puglia meridionale e considerate perdute nel secolo scorso. Inoltre (Bergamini C. et al., 2012) è stato appurato che Sangiovese e Mantonico di Bianco (antico vitigno calabrese) hanno dato origine mediante incrocio ai vitigni Gaglioppo di Cirò, Mantonicone e Nerello Mascalese. 


Sinonimi

Brunello, Calabrese, Cardisco, Ingannacane, Maglioppa, Morellino, Morellino di Scansano, Moscatale, Nerino, Pignolo, Pignolo rosso, Prugnolo, Prugnolo gentile, Sangineto, Sangiogheto, Sangioveto, Sangioveto Grosso, San Roveto, Tignolo. 


Apice del germoglio: espanso o semi-espanso, lanuginoso, di colore bianco-verdognolo chiaro con orlo leggermente carminato. 

Foglia: media, pentagonale, quinquelobata o trilobata; seno peziolare a U più o meno largo o a V aperta.  

Grappolo: grandezza media o medio-grossa (più grosso nel caso del Sangiovese grosso, più piccolo nel caso del Sangiovese piccolo) con forma cilindrico-piramidale, alato (con 1 o 2 ali) di aspetto appena compatto. 

Acino: medio o medio-grosso, subrotondo o ellissoidale, con buccia pruinosa, di colore nero violaceo, poco spessa ma consistente. 

Epoca di germogliamento: medio-precoce. 

Epoca di fioritura: media. 

Epoca di invaiatura: media. 

Epoca di maturazione: medio-tardiva. 

 

Vigoria: notevole. 

Peso medio del grappolo: 390 g (min 170 g – max 640 g). 

Peso medio acino: 2,9 g (min 2,6 g – max 3,2 g). 

Numero semi per acino: 2-4. 

Peso medio rachide: 22 g. 

Fertilità delle gemme: 1 – 2. 

Fertilità potenziale:  1,5. 

Fertilità reale: 1,2. 

Il Sangiovese n. presenta buona adattabilità. 

Grado alcolico: 11 – 14 vol. %.        

pH: 3,1 – 3,3.                       

Acidità totale: 6 – 7,5 g/l.  

L’uva del vitigno Sangiovese n. viene utilizzata esclusivamente per la vinificazione, spesso in uvaggio con altri vitigni.  

Se vinificato in purezza, dà un vino dal colore rubino intenso, dal sapore leggermente tannico ed amarognolo, asciutto, nel complesso armonico. Se invecchiato, tende ad assumere tonalità di colore “aranciate”.  

Il Sangiovese n. è il vitigno di uva da vino più coltivato in Italia ed è presente in Puglia in maniera rilevante. È iscritto fra le varietà idonee alla coltivazione su tutto il territorio della regione, ove contribuisce alla produzione dei VQPRD Squinzano, San Severo, Rosso di Cerignola, Rosso Canosa, Rosso Barletta, Orta Nova, Matino, Leverano, Copertino, Cacc’e Mmitte di Lucera, Brindisi, Alezio, Lizzano e Gioia del Colle.  

Antonacci Donato
antonacci.dona@gmail.com

La scheda del vitigno Sangiovese n., rivista e aggiornata, è estratta da: Antonacci Donato (2006). Viti di Puglia, Adda editore. Il suo uso viene concesso dall’autore citando la fonte.