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Vitigno da vino a bacca nera coltivato in Puglia

Negro Amaro n.

Il Negro Amaro n. è un prestigioso vitigno da vino caratteristico della Puglia, ove è iscritto fra le varietà idonee alla coltivazione in tutte la regione.   

Origini e cenni storici

Il vitigno Negro Amaro n. ha origine ignota. È diffuso da lunghissimo tempo in Puglia nella zona ionica. Il nome deriverebbe, secondo alcuni, dal termine dialettale niuru maru, per identificare il sapore amarognolo del vino. Si ritiene però di poter affermare che il nome del vitigno molto probabilmente derivi da due parole indicanti entrambe il colore nero, la latina NIGRA e la greca MAVRO, utilizzate in abbinamento per sottolineare l’intenso colore nero, scuro, sia della buccia dell’uva che del vino ottenuto.  

Il sinonimo Nigramaro sostiene questa ipotesi.  

La sua diffusione potrebbe risalire all’epoca della colonizzazione greca, nell’VIII-VII secolo a.C. 


Sinonimi

Arbese, Jonico, Mangiaverde, Negramaro, Negroamaro, Nero leccese, Nigra amaro, Nigramaro, Nieru amaru, Niuru maru. 


Apice del germoglio: espanso, fortemente cotonoso, di colore bianco-giallognolo con sfumature rosa vinose. 

Foglia: di dimensione medio-grande, pentagonale, quinquelobata. Seno peziolare a U aperta; seni laterali superiori a U con bordi sovrapposti.  

Grappolo: medio, di forma tronco-conica, semplice, corto, serrato. 

Acino: medio, di forma obovoide. Buccia pruinosa, spessa e consistente, di colore nero-violacea, polpa succosa dolce a sapore neutro. 

Epoca di germogliamento: media. 

Epoca di fioritura: media. 

Epoca di invaiatura: medio-tardiva. 

Epoca di maturazione: tardiva. 

Vigoria: ottima. 

Peso medio del grappolo rilevato: 310 g (min 200 g – max 420 g). 

Peso medio acino: 1,9 g (min 1,6 – max 2,5 g). 

Numero semi per acino: 1-3. 

Peso medio rachide: 20 g. 

Fertilità delle gemme: 2 – 3. 

Fertilità potenziale: 1,7.  

Fertilità reale: 1,4. 

Il Negro Amaro n. presenta produzione abbondante e costante. Preferisce terreni calcareo-argillosi; si adatta bene ai climi caldi ed aridi. In funzione della disponibilità irrigua e della tipologia di vino da produrre, può essere allevato con forme di allevamento a diverso livello di espansione (alberello, controspalliera, tendone) con potatura sia lunga che corta. 

Grado alcolico: 11 – 14 vol. %.                 

pH: 3,15 – 3,45.              

Acidità totale: 5 – 9 g/l. 

Utilizzato esclusivamente per la vinificazione, in purezza ed in uvaggio con altri vitigni.  

Il vino è caratterizzato dal colore rosso-granato intenso; sapore rotondo, amarognolo, asciutto. Vinificato con la Malvasia nera dà un ottimo vino rosato. 

Il vitigno è presente in Puglia in maniera rilevante caratterizzando particolarmente, anche come presenza storica, il territorio salentino. È iscritto fra le varietà idonee alla coltivazione in tutta la regione. È la varietà più diffusa nelle province di Lecce e Brindisi e partecipa, in forma prevalente, alla produzione della maggior parte del vino rosso e rosato a DOC di queste due province.  

In tutta la Puglia viene utilizzato frequentemente per la produzione di vino VQPRD. 

Antonacci Donato
antonacci.dona@gmail.com

La scheda del vitigno Negro Amaro n., rivista e aggiornata, è estratta da: Antonacci Donato (2006). Viti di Puglia, Adda editore. Il suo uso viene concesso dall’autore citando la fonte.