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Vitigno di uva da vino a bacca bianca coltivato in Puglia

Fiano b.

Il Fiano b., importante antico vitigno presente in regioni dell’Italia Meridionale, è coltivato da lungo tempo in Puglia ed è idoneo alla coltivazione in regione.  

Origini e cenni storici

Il Fiano b. è un antico vitigno presente in alcune regioni dell’Italia Meridionale, la cui coltivazione risale all’epoca romana (Carlucci,1907). In Puglia, sotto gli Angioini (dal XIII al XV sec.), raggiunse una notorietà di rilevante livello. 


Sinonimi

Apiano, Fiana, Fiore mendillo, Foiano, Latina bianca, Latino, Santa Sofia. 


Apice del germoglio: espanso, cotonoso di colore biancastro, curvo. 

Foglia: medio-grande, di forma orbicolare, polimorfa, più frequentemente pentalobata ma anche trilobata o intera. Seno peziolare a lira ma anche a V o ad U. Seni laterali superiori a lira chiusa con bordi parzialmente sovrapposti. La pagina superiore del lembo è liscia di colore verde intenso, mentre quella inferiore è cotonosa.  

Grappolo: piccolo-medio, mediamente compatto, piramidale, con un’ala ben sviluppata. 

Acino: piccolo-medio, ellissoidale. Buccia poco  pruinosa, di colore giallo dorato che assume facilmente, con la maturazione, una tinta ambrata sulla parte rivolta al sole. 

Epoca di germogliamento: media- precoce. 

Epoca di fioritura: media-precoce. 

Epoca di invaiatura: media. 

Epoca di maturazione: media. 

Vigoria: elevata. 

Peso medio del grappolo: 240 g (min. 150 g – max 390 g). 

Peso medio acino: 1,6 g (min 1,4 g – max 1,9 g). 

Numero semi per acino: 1-3. 

Peso medio rachide: 10 g. 

Fertilità delle gemme: 1-2. 

Fertilità potenziale: 1,7. 

Fertilità reale: 1,5. 

Il Fiano b. si adatta abbastanza ai diversi tipi di terreno, anche se prospera meglio nei terreni sciolti e profondi. Per la notevole vigoria, la potatura più adatta è quella ricca. Presenta produzione regolare. È soggetto ad acinellatura se piove in fioritura. 

Grado alcolico: 12 – 13,5 vol. %.                

pH: 3,1 – 3,5.  

Acidità totale: 6,5 – 9,5 g/l. 

 

Il Fiano b. consente in Puglia la produzione di eccellente vino da pesce ed anche, nella tipologia a più alto grado e leggermente dolce, da dessert. Inoltre, specialmente se l’uva viene raccolta per tempo e lavorata in purezza, costituisce un’ottima base per la produzione di vino spumante.  

L’uva del vitigno Fiano b. è oggi utilizzata esclusivamente per la vinificazione, mentre in passato, date le sue buone attitudini alla conservazione, veniva utilizzata in parte anche per il consumo allo stato fresco.  

In Puglia, viene impiegata per la produzione dei VQPRD Locorotondo e Martina o Martina Franca.  

Il vino presenta colore giallo paglierino scarico (che diventa dorato nel caso di fermentazione con vinaccia), aroma gradevole, leggero, speciale. Sapore fresco, tenue ed asciutto, con un leggero richiamo di nocciole tostate.  

Il vitigno Fiano b. è presente da lungo tempo in Puglia, ove consente la produzione di vino di qualità. È iscritto fra le varietà idonee alla coltivazione su tutto il territorio della regione. 

Antonacci Donato
antonacci.dona@gmail.com

La scheda del vitigno Fiano b., rivista e aggiornata, è estratta da: Antonacci Donato (2006). Viti di Puglia, Adda editore. Il suo uso viene concesso dall’autore citando la fonte.