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SULLE ORME DELLA VIA APPIA, IN VIAGGIO VINO E OLIO PREGIATI

Brindisi e Mesagne condividono un territorio ricco di storia e un vino conosciuto sin dall’antichità che, attraverso la via Appia, raggiungeva l’Oriente

Da Brindisi a Mesagne si snoda un percorso ricco di una storia che affonda le sue radici in età neolitica, come testimoniano i materiali di scavo rinvenuti nel territorio e ora in mostra nel Museo Archeologico Provinciale “F. Ribezzo”. Quello stesso territorio in cui erano coltivate uve dalle quali si ricavava il vino robusto, decantato da Plinio.

A Brindisi terminava la Via Appia e dal suo porto partivano vino e olio pugliese per le terre a Oriente. Non solo i romani considerarono strategica la città. Brindisi fu, ai tempi delle crociate, crocevia di cavalieri e pellegrini diretti al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Simbolo della presenza degli ordini militari religiosi Teutonici, Templari e Gerosolimitani è il tempio di San Giovanni al Sepolcro, chiesa risalente all’XI secolo la cui pianta a staffa di cavallo, formata da due cerchi concentrici di colonne, ricorda quella del Santo Sepolcro in Gerusalemme.

Uno degli altri tesori della città è custodito nelle sale di Palazzo Granafei-Nervegna, un imponente edificio rinascimentale con elementi barocchi: il capitello originale della colonna romana terminale della Via Appia che si specchia nel mare dall’alto della scalinata che guarda verso l’isola di Sant’Andrea. Sull’isola, all’imboccatura del porto esterno, sorge il castello Alfonsino, detto anche castello di mare, per distinguerlo da quello svevo-aragonese del centro storico, chiamato grande o di terra. 

L’antica fortezza, nata contro gli attacchi dal mare di turchi e veneziani, è da poco riaperta alle visite guidate. Visitabile anche il simbolo della città moderna, il Monumento al Marinaio, un gigantesco timone in cemento armato dalla cui sommità si gode una impareggiabile vista su Brindisi e il suo mare. 

Il territorio tra Brindisi e Mesagne è quello del vino Brindisi DOP a base di Negro Amaro e di un vitigno autoctono chiamato Sussumaniello che ha rischiato di essere dimenticato. Le campagne sono anche il regno dello squisito carciofo brindisino IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Arrivati a Mesagne, che deve il suo nome al fatto di essere situata a metà strada tra Oria e Brindisi lungo la Via Appia, merita una visita il centro storico dalla particolare forma di un cuore, un tempo cinto da alte mura e aperto verso l’esterno attraverso due porte. Una, la Porta Grande esiste ancora e fa da monumentale accesso al centro storico. La Porta Piccola, invece, fu demolita nel secolo scorso mentre successivamente fu aggiunta una terza porta, Porta Nuova.

Tra le tante chiese si impone su tutte, per maestosità ed eleganza, la Chiesa Matrice, un autentico gioiello barocco che si distingue da quello leccese per rigore e linearità. Altra gemma è la Chiesa di Santa Maria con la facciata che ricorda Santa Croce di Lecce. Simbolo della città è il Castello, prima fortezza Normanno-Sveva, poi trasformato in nobile e raffinata residenza. Al piano terra è ospitato il Museo “U. Granafei” con reperti dell’antica civiltà messapica: trozzelle, tintinnabuli come il piccolo cavallo in terracotta scelto come simbolo del Museo e, alla fine del percorso, la ricostruzione di una monumentale tomba a semicamera con lo straordinario corredo.