Puglia Wine World – Tutta la Puglia del vino in un click

TRA I CINQUE REALI SITI SULLE TRACCE DEL VINO ORTA NOVA DOP

Da Orta Nova per un itinerario tra vigneti e storia di alcuni dei Cinque Reali Siti come Ordona e Carapelle e poi Ascoli Satriano, Foggia e Manfredonia

Orta Nova, insieme a Ordona, Carapelle, Stornarella e Stornara, rientra nei Cinque Reali Siti istituiti nel 1773 da Ferdinando IV per creare una rete fra i maggiori centri agricoli dell’epoca. Ancora oggi l’economia della cittadina è basata sull’agricoltura con coltivazioni di pomodoro e la produzione del vino Orta Nova, una DOP che comprende le zone di Ordona, Carapelle, Ascoli Satriano e Foggia fino al mare di Manfredonia.

Il borgo fu sede di una delle residenze di Federico II, di cui oggi non rimane traccia, e vi risiedette Manfredi che da Orta emanò il “Datum Orte” con cui fondò Manfredonia. Al 1600, quando fu acquistata dai Gesuiti, risale il palazzo costruito sulle rovine del palazzo, sede della Regia Dogana delle Pecore e oggi della biblioteca comunale.

Fra i Cinque Reali Siti quello di Ordona è il più ricco di storia testimoniata dalle rovine dell’antica Herdonia punto di incrocio tra le vie Traiana, Eclanense e per Venosa. Distrutta una prima volta nel VII secolo, Herdonia scomparve definitivamente con il trasferimento dei residenti a Ordona. 

Il terzo dei Reali Siti del territorio del vino Orta Nova DOP è Carapelle, borgo che rientra nel progetto Ecomuseo della valle del Carapelle, fiume che per secoli ha rappresentato la via di attraversamento di questo territorio e ne ha modellato il paesaggio. Anche qui importanti le testimonianze del passato, tra cui il macellum con affreschi e mosaici. 

Ad Ascoli Satriano nel Museo Civico Archeologico è custodito il meraviglioso complesso dei Grifoni: una mensa rituale, proveniente dalla Turchia, ritrovata in una tomba dauna e acquistata dal Paul Getty Museum di Malibù. Successivamente i Grifoni sono tornati “a casa” e dal 2010 sono in compagnia di un altro tesoro trafugato, la statua del dio Apollo del II secolo d.C.

Prima di raggiungere Foggia, consigliata la passeggiata nel Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata, antica riserva di caccia di Federico II che oggi ospita un centro di recupero per rapaci.

Foggia si presenta come una città moderna dopo essere stata completamente distrutta nel 1731 da un terremoto e dai bombardamenti degli Alleati nel 1943. Anche la Cattedrale, che custodisce la Madonna dei Sette Veli, è stata ricostruita come gran parte della nuova città, per cui è interessante visitare gli Ipogei Urbani usati anche come rifugio la Seconda Guerra Mondiale. Nel Museo Civico ci sono le ricostruzioni delle Tombe di Medusa e dei Cavalieri, rinvenute ad Arpi, uno dei maggiori centri dauni fondato secondo la leggenda da Diomede.

Manfredonia, l’ultimo lembo del territorio del vino DOP Orta Nova, fu fondata da Manfredi che vi trasferì gli abitanti di Sipontum, distrutta dai Saraceni e da un terremoto. Il Castello ospita il Museo Nazionale del Gargano, dove ci sono le famose Stele Daune del VI e VII secolo. Fuori città la Basilica di San Leonardo, importante complesso abbaziale dei Cavalieri Teutonici, e la Basilica di Santa Maria Maggiore costruita su un antico tempio di Diana. Prima di andare via d’obbligo assaggiare la “farrata”, rustico locale con grano macerato, ricotta di pecora, menta e maggiorana.