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VINO E TRULLI IN VALLE D’ITRIA: LOCOROTONDO DOP E MARTINA DOP

La Valle d’Itria, territorio di Locorotondo PDO e Martina Franca tra Bari, Brindisi e Taranto, conserva la tradizione di vino, Capocollo e carne al fornello

La Valle d’Itria conserva intatta la sua tradizione contadina, specie quella legata al vino. Qui si producono Locorotondo PDO Martina Franca PDO da vigneti coltivati tra Bari, Brindisi e Taranto. Uno scenario unico con trulli e muretti a secco, descritto da tanti nomi famosi, come Gabriele D’Annunzio che durante il suo viaggio in Puglia scrisse: “Mi sveglio e vedo un paese di sogno, come se dormissi tuttavia”.

Locorotondo, inserita tra i Borghi più belli d’Italia, tiene fede al proprio nome con la sua particolare conformazione urbanistica. Integro si presenta il borgo medievale con la Chiesa di San Giorgio Martire che svetta sulla candida corona di casette “a cummersa” e su via Nardelli, chiamata “lungomare” perché si affaccia sulla Valle d’Itria e sui terrazzamenti coltivati a vigna.

Fasano sembra una vecchia signora adagiata tra i boschi della Selva e il mare di Savelletri, tra scogli e calette di sabbia, e Torre Canne con le dune e le zone umide ricomprese nel Parco naturale regionale Dune costiere. Interessante lo Zoosafari, il secondo parco faunistico più grande d’Europa, con oltre 200 specie di animali provenienti dai cinque continenti.

Più rurale l’atmosfera di Cisternino, quasi un villaggio orientale con case imbancate a calce, cortili nascosti e un labirinto di viuzze animate da botteghe artigiane, negozi di prodotti tipici, trattorie e macellerie con il fornello pronto per degustare le carni.

Splendida Martina Franca, trionfo del barocchetto, con i loggiati in ferro battuto sugli edifici che affollano il centro storico dove spicca il Palazzo Ducale con le sue sale di rappresentanza affrescate. Nel cortile interno, ogni anno d’estate, si tiene il Festival della Valle d’Itria, rivolto agli appassionati di musica lirica e sinfonica. Nei dintorni il verde del Bosco delle Pianelle e prima di andare via un assaggio del Capocollo di Martina Franca, un salume dal gusto unico grazie all’affumicatura con corteccia di fragno.

Da Martina a Ceglie Messapica con la sosta nel bel borgo antico dominato dalla massiccia torre normanna che profuma della storia di Puglia, quella dell’antico popolo dei Messapi, e ha il sapore di gustose sorprese nella capitale della gastronomia pugliese: gli involtini di maiale (bombette), la pasta fresca (sagne) e il Biscotto di Ceglie presidio Slow Food.

Ostuni, la città bianca, si staglia candida all’orizzonte. Tra scale, viottoli e botteghe, spicca la cattedrale quattrocentesca e, a testimonianza delle antiche origini, nel Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale c’è lo scheletro di una donna incinta di 25.000 anni fa. Il litorale accontenta tutti: sabbia fine a Rosamarina e Monticelli e scogli alti e frastagliati a Costa Merlata.

I trulli qui sono ovunque ma la capitale è Alberobello, che tra rione Monti e Aia Piccola ne conta quasi 1500. Questi coni, riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, rappresentano il vanto del borgo sfoggiando ben dodici tipi di pinnacolo sulle cupole rivestite di chiancarelle. Da visitare il Trullo Sovrano, costruito su due piani e Casa D’Amore, primo esempio di abitazione con l’utilizzo della malta.

Conclude questo tour dedicato al vino della Valle d’Itria, Crispiano, borgo delle “Cento Masserie”, esempi di vita rurale in rilevanti complessi storico-artistici con numerosi percorsi di visita e degustazione di vino ed olio. Il centro storico, scavato nel tufo della gravina, ospita ogni anno un carnevale estivo dedicato al fegatino, gustoso prodotto locale.