Puglia Wine World – Tutta la Puglia del vino in un click

IL VINO MATINO DOP TRA CRIPTE BIZANTINE, MOSAICI E FIORI

La DOP Matino prende il nome da uno dei borghi più intatti del Salento e i filari di vite di Negro Amaro e Malvasia Nera giungono fino al mare di Gallipoli.

La DOP Matino prende il nome da uno dei borghi più intatti e autentici del Salento. Passeggiando per il centro storico di Matino tra vicoli stretti e tortuosi ci si trova al cospetto di candide case a corte, palazzi nobiliari barocchi e suggestivi frantoi ipogei. L’elegante Chiesa Matrice è dedicata a San Giorgio mentre tra i palazzi il più imponente è il Palazzo Marchesale “Del Tufo”, risalente al 1500, oggi restaurato e sede del Museo MACMa (Museo d’Arte Contemporanea).

A Parabita maestoso è il Castello che è stato edificato nel 1540. Ma la fama del borgo è dovuta soprattutto alle Veneri paleolitiche, due statuine in osso di bue rinvenute nel 1965 in una grotta. Nel territorio del paese ci sono anche due cripte bizantine: quella urbana di Santa Marina e quella rupestre del Cirlicì, una cavità naturale trasformata in luogo di culto nel XII secolo. Prima di proseguire alla volta di Alezio, cittadina dalle antiche origini dove visitare il Museo Civico Messapico con i corredi funebri ritrovati nelle tombe sotto l’attuale centro abitato e nella zona di Monte d’Elia, consigliata la sosta nel centro storico di Parabita al Museo del Vino che ha sede in un palmento del 1891.

Taviano, oltre ai filari di vite ad alberello per la produzione del vino DOP Matino, ospita le serre dove si coltivano i fiori tanto che è conosciuta come la “Città dei Fiori”.

Non lontana Casarano che nei pressi del borgo attuale conserva uno dei monumenti più antichi della Puglia: la chiesa di Santa Maria della Croce conosciuta come Casaranello, famosa per gli splendidi mosaici e le pitture bizantine. Meravigliosa la cupola, dominata da una volta stellata dai toni azzurri con al centro una croce di tessere d’oro.

Melissano ha perso gran parte del suo antico centro storico essendo stato quasi completamente interessato da opere di risanamento igienico in epoca fascista. Il nucleo dell’abitato è Piazza Mercato Vecchio, dove un tempo si affacciava l’antica chiesa di San Pietro insieme alla chiesa di San Nicola, molto probabilmente di culto italo-greco.

Nelle campagne circostanti il borgo di Tuglie si trovano quattro menhir, Monte Prino, Nove Croci, Caruggio, Scirocco e le “Grotte Passaturi” che confermano che il territorio circostante è stato frequentato sin dalle epoche più remote anche se un primo nucleo abitativo sorse solo nel XIII secolo con il nome di Casale Tulli. Dopo la devastazione di Otranto del 1480 da parte dei Turchi anche il casale di Tuglie fu completamente distrutto e per un lungo periodo rimase disabitato passando poi di mano in mano a diversi feudatari.

Il vino DOP Matino raggiunge il mare a Gallipoli, “Kalè Polis” la Città Bella, così come la definirono i Greci. Oggi viene chiamata la perla dello Ionio e si presenta come un’isola collegata alla città moderna da un ponte seicentesco, alle cui estremità sorgono il Castello angioino con il Rivellino e la Fontana rinascimentale detta greca. Merita una piacevole passeggiata tra mare e terra il Parco Naturale Regionale “Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo”.