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LA CIVILTA’ MESSAPICA HA SCOLPITO I VIGNETI DELLA DOP OSTUNI

Parte da Ostuni, la città bianca, il tour nel cuore della terra dei Messapi tra i vitigni autoctoni Impigno e Ottavianello e la DOP che ne prende il nome

Ostuni dà il nome al vino bianco a base del vitigno autoctono chiamato Impigno, ma anche al vino rosso “Ostuni Ottavianello”. Insieme alla città bianca, nel territorio della DOP di questo vino ricadono i Comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, Latiano e Ceglie Messapica.

Iniziamo da Ostuni e dal suo salotto, piazza Libertà con la colonna di Sant’Oronzo. Da qui s’inerpica la strada per la concattedrale che si erge di fronte al monumentale corridoio sospeso dell’Episcopio. In stile gotico-romanico e recentemente insignita del titolo di basilica minore, è tra le più belle di Puglia, vantando una incantevole facciata con tre rosoni.

Passeggiando tra vicoli e palazzi appare la linea blu del mare dove si estendono il Parco Nazionale Regionale delle Dune Costiere, e tra mare e borgo, i terrazzamenti e gli orti attraversati dai canali che convogliano le acque piovane che a partire dal Medioevo si svilupparono sui resti di una necropoli messapica nei pressi della Madonna della Grata, dove oggi sono piantate diverse varietà di cereali e di ortaggi di antiche produzioni. 

Candido è anche il centro storico di Carovigno dove sul punto più alto protagonista è il Castello Dentice di Frasso. L’originaria fortificazione normanna è stata successivamente rimaneggiata e nel 1400 fu aggiunta la torre a mandorla forse progettata dall’architetto militare senese Francesco De Giorgio Martini.

Il mare argenteo degli olivi separa il borgo dalla costa su cui spicca la Torre di Santa Sabina dalla pianta stellare mentre passeggiando sugli scogli verso la spiaggia di Mezzaluna, sotto il pelo dell’acqua, si trovano relitti che testimoniano la posizione strategica dell’approdo collegato con le coste greche. L’altra, Torre Guaceto, è quadrata ed emerge nell’Area Marina Protetta e Riserva Naturale Statale, un prezioso tratto di costa incontaminato tra i territori di Carovigno e di Brindisi, che rappresenta uno degli habitat più importanti per la conservazione della biodiversità e che ospita anche il centro recupero tartarughe marine Luigi Cantoro.

I Dentice di Frasso fecero edificare anche il castello di San Vito dei Normanni, mentre San Michele Salentino, borgo fondato nel XVII secolo dal conte di Mola Michele Vaaz de Andrada, deve la sua fondazione al principe Francesco della stessa famiglia ma divenne Comune autonomo solo nel 1928. Oggi è rinomato per il “fico mandorlato di San Michele Salentino”, un dolce tradizionale preparato con mandorle locali.

Di antiche origini messapiche e poi legato alla famiglia Imperiali di Francavilla Fontana è Latiano, un borgo fortemente attaccato alle sue tradizioni contadine. Interessante il Museo delle Arti e Tradizioni di Puglia in cui sono ricostruiti gli ambienti della casa-tipo pugliese.

Ceglie Messapica, che oggi vanta il titolo di città d’arte e terra di gastronomia, nel nome tradisce le sue origini che tradizionalmente sono legate all’arrivo in Italia dei Messapi. Centro pulsante del paese è piazza Plebiscito con la Torre dell’Orologio, mentre simbolo della città è quella quadrata parte della fortezza normanna. Qui la sosta golosa è obbligatoria per gustare i piatti tipici e il biscotto di Ceglie Presidio Slow Food che si distingue per l’utilizzo di pregiate varietà locali di mandorle.