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A UN SOFFIO DALLA BASILICATA GRAVINA IN PUGLIA E IL GRAVINA DOP

Il percorso del Gravina DOP, bianco e rosso, comprende un territorio dalle antichissime origini ma affascinante anche dal punto di vista naturalistico

Gravina in Puglia prende il nome dal corso d’acqua che scorreva nel solco della roccia calcarea sforacchiata dalle grotte della collina di Botromagno, una delle aree archeologiche più vaste d’Italia, un tempo adibite a luoghi di culto e ad abitazioni. Il torrente Gravina divideva in due la città e per oltrepassarlo oggi si percorre a piedi il ponte-viadotto o acquedotto voluto dagli Orsini. La storia della cittadina si incrocia spesso con questa nobile famiglia e sono moltissimi i monumenti legati al loro nome come la cappella funeraria di Santa Maria del Suffragio o del Purgatorio, la Fontana Monumentale, il Palazzo Orsini e la chiesetta di Santa Sofia che custodisce il sepolcro della duchessa Angela Castriota Scanderberg. Da non perdere la visita alla Basilica Cattedrale in cui spiccano il Fonte battesimale dove fu battezzato il futuro Papa Benedetto XIII, nato Pietro Francesco Orsini, e l’immenso organo con ben 2135 canne. C’é poi la fascinosa Gravina sotterranea, grande il doppio del centro storico, dove fra cantine, pozzi, maestosi acquedotti ed anche torri medievali si può ammirare un mondo scavato nella roccia.

Ai piedi della collina di Botromagno spicca la chiesetta della Madonna della Stella, chiamata così perché qui sarebbe stato trovato un affresco della Vergine col bambino con una stella sulla fronte. La perfetta ricostruzione della chiesa rupestre di San Vito Vecchio è invece visibile nel palazzo che ospita il Museo Fondazione Santomasi al cui interno ammirare arredi originali, maioliche, abiti d’epoca e una interessante collezione di vasi da vino e anfore a figure rosse del IV secolo a.C. con scene di baccanali e vendemmia.

L’itinerario conduce poi a Poggiorsini, il più piccolo Comune dell’area, anch’esso feudo della famiglia Orsini e oggi ricompreso nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Anche una parte del territorio di Altamura rientra nel Parco, nonché nell’area della DOP Gravina. La cittadina deve il suo nome alle mura megalitiche, Alte-Mura, mentre si è meritata l’appellativo di Leonessa di Puglia quando fu assediata nel 1799 dall’esercito della Santa Sede opponendo una lunga resistenza.
Simbolo religioso della città di Altamura è la cattedrale in stile romanico con un portale in stile gotico su cui sono scolpite 22 scene della vita di Cristo. 
Il prodotto tipico più famoso è il pane, che ha ricevuto nel 2005 la Denominazione di Origine Protetta e che, raffermo, è alla base di ricette tipiche come la “cialda fredda” e il “pane cotto” da gustare con un buon bicchiere di vino.

Spinazzola conclude l’itinerario nella terra del Gravina DOP. Il borgo conserva la sua struttura medievale cinto dai resti di mura e con strutture architettoniche particolari come il primo ospedale templare di Puglia edificato nel 1100. Nelle campagne circostanti il paesaggio comprende i ruderi dell’antico castello del Garagnone, il verde dei boschi di latifoglie che spicca sulla terra rossa delle cave e l’oro delle spighe mature solcate da uno scenografico ponte ferroviario non più in uso. 

Dopo la passeggiata, è perfetto uno spuntino con salsiccia di maiale a punta di coltello da abbinare a un calice di vino Gravina PDO rosso.