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COLLINE IONICHE, LA DOP DEL VINO CHE PROSPERA TRA LE GRAVINE

Colline Ioniche racchiude un territorio ricco di boschi e canyon che fa parte dell’Arco Jonico Tarantino nel Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine

Colline Ioniche è la DOP pugliese che valorizza la parte alta dell’Arco Jonico Tarantino. Al territorio appartiene Laterza, cittadina sul bordo di uno dei canyon più profondi d’Europa famosa per le maioliche e per la bontà del pane e della carne al fornello. Da non perdere la visita al Muma, Museo della maiolica laertina, alla monumentale fontana dei mascheroni con gli archi di epoca romana e alla Gravina, dal 1999 Oasi LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli.

Laterza, insieme a Ginosa, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagianello, Crispiano, Martina Franca e Statte, oltre a rientrare nell’area vitivinicola delle Colline Joniche DOP fa parte del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine.

Ginosa, con le sue case-grotte, le chiese rupestri e il castello normanno arroccato sulla rupe, è nota agli amanti del cinema per aver fatto da sfondo al film di Pier Paolo Pasolini “Il vangelo secondo Matteo”.

Castellaneta è la patria del divo del cinema muto Rodolfo Valentino e domina la Gravina Grande che per chilometri racchiude insediamenti archeologici e rupestri. Ma ci sono anche altre gravine nel territorio: Gravina del Porto, con un sito preistorico; Gravina di Coriglione, con l’insediamento rupestre di Santa Maria di Costantinopoli; Gravina di Santo Stefano e le Gravine di Montecamplo con una riserva naturale e di grande interesse archeologico. A poca distanza lo splendido mare di Castellaneta Marina.

Mottola, il bel borgo antico, vanta un territorio ricco di lame e di gravine visitabili, sedi di villaggi rupestri come quello di Lama Petruscio e di Casalrotto sviluppatosi intorno al monastero di Sant’Angelo.

La Gravina di San Marco taglia in due Massafra con il castello che emerge su uno sperone di roccia, dove sono scavate le antiche case di via Muro, le chiese e i luoghi di culto. Meritano la visita il Santuario della Madonna della Scala, le chiese rupestri della Madonna della Buona Nuova, della Candelora e di San Leonardo e il villaggio medioevale di Santa Marina.

Sotto il castello di Palagianello c’è il villaggio rupestre con chiese ben conservate come quelle di San Girolamo, di Sant’Andrea e di San Nicola, dove fu trovato un tesoretto di monete veneziane del XV secolo.

Crispiano, abitato fin dalla preistoria, raggiunse il suo massimo splendore in epoca greca come testimonia il “corredo tombale” del IV secolo, uno dei pezzi più importanti degli “Ori di Taranto”. Nelle campagne molte le masserie edificate tra il XV e il XIX secolo.

Martina Franca deve il suo fascino a palazzi e chiese in stile barocco come la bellissima Basilica di San Martino e il Palazzo Ducale, in cui ogni anno si svolge il famoso Festival della Valle d’Itria.

Il tour alla scoperta dei luoghi del vino Colline Joniche DOP termina a Statte, in cui spicca la Gravina Canale della zingara con case scavate nella roccia. Preziosi i reperti nel Neolitico emersi dalla Gravina di Leucaspide e suggestive le cave di tufo dismesse da inserire nel giro tra chiese rupestri, dolmen, frantoi ipogei, l’acquedotto romano del Triglio, la Grotta Sant’Angelo.