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CASTEL DEL MONTE DOP: AI PIEDI DEL MANIERO TRA ANDRIA E TRANI

Tour tra i luoghi delle 10 tipologie di vino che si ottengono dai vigneti ai piedi di Castel del Monte tra i territori di Minervino Murge, Andria e Trani

I vini che rientrano nella DOP Castel del Monte derivano da vigneti coltivati ai piedi dello splendido maniero da cui trae il nome la Denominazione di Origine Protetta che comprende i territori a nord di Bari e le aree più prossime alla fortezza federiciana tra Minervino Murge, Andria e Trani.

Minervino Murge, selezionato fra i Borghi autentici d’Italia, è chiamato “Balcone delle Puglie” e affacciandosi dalla parte più alta del paese si comprende subito il perché: lo sguardo spazia su un panorama che comprende il Vulture e il Gargano. La sua parte più antica è la Scesciola, il borgo medievale in cui le case in pietra sono collegate da archi attraverso le facciate. Tra queste emergono il Palazzo Baronale, di origini longobarde, trasformato dai normanni e con una splendida facciata neoclassica, e il Castello, oggi sede del Municipio. Il borgo è noto anche per la sua gastronomia che fa perno sull’agnello, sulla pasta fatta in casa e sui funghi cardoncelli, molto abbondanti nella zona.

Andria, pur vantando un centro storico di rilevante interesse caratterizzato da un suggestivo e fitto dedalo di vie e stretti vicoli tra monumenti di grande pregio come la cattedrale in cui sono custodite le reliquie di San Riccardo, la Sacra Spina di Gesù e sepolte le mogli di Federico II, Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra, viene sempre associata al maniero che più ricorda lo svevo: Castel del Monte.

Lo stesso castello che dà il nome al vino, che spazia dal bianco al rosso al rosato, e che appare da lontano alto e solenne stagliandosi su un solitario cono di roccia nel paesaggio delle Murge. I documenti attestano che venne costruito tra il 1240 e il 1246 e pare che l’imperatore, morto nel 1250, non vi abbia mai risieduto. La pianta è ottagonale, come otto sono le torri, le stanze per ognuno dei due piani e i lati del cortile interno. Una visita è d’obbligo per scoprire oltre il portale in breccia corallina, le volte a crociera e le scale a chiocciola, anche una vera rarità per l’epoca: gli impianti igienici quasi perfetti.

La più famosa delle cattedrali pugliesi è quella di Trani che, bianchissima sulla costa, ha il campanile che s’innalza come una lancia. La cattedrale è formata da tre chiese sovrapposte, la chiesa di Santa Maria, l’ipogeo di San Leucio e la basilica di San Nicola Pellegrino, e si staglia sul mare insieme al Castello Svevo, alla Città Vecchia e, sull’altra estremità, al Fortino di Sant’Antonio. 

Trani va assaporata un po’ per volta, percorrendo le strade lastricate del nucleo storico in cui spiccano la chiesa di Ognissanti, edificata in stile romanico dall’ordine dei Templari e le sinagoghe Scola Nova e Sant’Anna, due degli edifici sopravvissuti dell’antico quartiere ebraico. Per poi dirigersi verso i Giardini pubblici, attorniati su tre lati dal mare e cinti da un muraglione d’età medievale. E finire a cena in uno dei tanti locali sul porto brindando con vino Castel del Monte DOP, magari nella versione frizzante